Pratiche radiologiche

Ai sensi del D.Lgs. 230/1995 e s.m.i., si definisce “pratica” (art. 4, punto 3, lettera e), l’attività umana che è suscettibile di aumentare l’esposizione degli individui alle radiazioni provenienti da una sorgente artificiale, o da una sorgente naturale di radiazioni, nel caso in cui radionuclidi naturali siano trattati per le loro proprietà radioattive, fissili o fertili, o da quelle sorgenti naturali di radiazioni che divengono soggette a disposizioni del ai sensi del capo III-bis del Decreto. Sono escluse le esposizioni dovute ad interventi di emergenza.

Pratiche con materie radioattive

Una pratica che prevede l’impiego di materie radioattive è soggetta alle disposizioni di radioprotezione. quando si verificano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • la quantità totale di radioattività del radionuclide, espressa in Bq ed intesa come il totale delle materie radioattive presenti nell’installazione in cui la pratica è svolta, è uguale o superiore a uno dei valori tabulati nella Tabella 1-1 al D.Lgs.241/2000;
  • la concentrazione media del radionuclide, espressa in Bq/g ed intesa come rapporto fra la quantità di radioattività del radionuclide e la massa della materia in cui essa è contenuta, é uguale o superiore a 1 Bq/g.

Le condizioni di esenzione vanno applicate al totale delle materie radioattive detenute nell’installazione.

Pratiche con macchine radiogene

Le pratiche che prevedono l’impiego di macchine radiogene sono soggette alla disposizioni di radioprotezione quando si verifica una delle seguenti condizioni:

  • tubi, valvole e apparecchiature in genere che accelerino particelle elementari cariche con energie superiori a 30 keV (All. I Sezione II, punto 7 a1);
  • apparecchiature che accelerano particelle elementari cariche con energia compresa fra 5 keV e 30 keV, se l’intensità di equivalente di dose, misurata nelle normali condizioni di funzionamento ad una distanza di 0,1 m da qualunque punto della superficie esterna dell’apparecchiatura, sia uguale o superiore a 1 mSv/h (All.I Sezione II punto 7a2);
  • tubi catodici utilizzati in apparecchiature che forniscono immagini visive, quando l’intensità di equivalente di dose, misurata nelle normali condizioni di funzionamento ad una distanza di 0,05 m da qualunque punto della superficie esterna dell’apparecchiatura, sia uguale o superiore a 5 mSv/h (All I Sezione II punto 7b)

Non rilevanza radiologica

Il criterio di non rilevanza radiologica di una pratica è definito dal verificarsi congiuntamente delle seguenti condizioni:

  • la dose efficace cui si prevede sia esposto un qualsiasi individuo della popolazione è pari o inferiore a 10 µSv all’anno;
  • la dose collettiva efficace impegnata nell’arco di un anno di esecuzione della pratica non è superiore a circa 1 Sv·persona o una valutazione relativa all’ottimizzazione della protezione che individui nell’esenzione l’opzione ottimale.

Radioprotezione dei lavoratori

All’interno di una zona controllata di una pratica radiologica è possibile avere lavoratori classificati esposti (di categoria A e/o di categoria B) e lavoratori classificati non esposti, a seconda del lavoro svolto con potenziale rischio radiologico associato all’attività lavorativa. Si applicano le norme del D.Lgs. 230/1995 e del D.Lgs. 241/2000.

Si veda al riguardo l’approfondimento.

Radioprotezione dei pazienti

Nel caso di pratiche radiologiche in cui vi siano pazienti soggetti a Esposizioni mediche, del tipo seguente, si applica il D.Lgs. 187/2000:

  • Esposizione di pazienti nell’ambito della rispettiva diagnosi o trattamento medico
  • Esposizione di persone nell’ambito della sorveglianza sanitaria professionale
  • Esposizione di persone nell’ambito di programmi di screening sanitario
  • Esposizione di persone sane o di pazienti che partecipano volontariamente a programmi di ricerca medica o biomedica, in campo diagnostico o terapeutico
  • Esposizione di persone nell’ambito di procedure medico-legali

Si veda al riguardo l’approfondimento.

Settori interessati

SETTORE SANITARIO

  • Diagnostica per immagine
  • Diagnostica odontoiatrica
  • Diagnostica veterinaria
  • Radioterapia
  • Medicina Nucleare
  • Laboratori RIA
  • PET

SETTORE INDUSTRIALE

  • Apparecchi RX per Galvanotecnica
  • Misuratori di grammatura per Industria Tessile e Cartiere
  • Rivelatori di fumo a radioisotopi
  • Gammagrafia industriale fissa e mobile
  • Misuratori di livello su camini di espulsione fumi
  • Microscopi elettronici
  • Misuratori ambientali (umidità, polverosità, ghiaccio, ecc.)
  • Rivelatori di esplosivi e/o stupefacenti
  • Gascromatografia
  • Sterilizzazione
  • Trasporto e smaltimento rifiuti radioattivi
  • Locali interrati adibiti a luoghi di lavoro (Radon)