Radioprotezione

La radioprotezione è una disciplina autonoma nata come ‘campo applicativo’ della radiobiologia cui è connessa. La radioprotezione ha come “oggetto” la protezione dell’uomo e dell’ambiente dagli effetti nocivi delle radiazioni ionizzanti. Essa si fonda su concetti di fisica (per quanto concerne le interazioni delle radiazion ionizzanti con la materia a livello nucleare, atomico e molecolare), di biologia (per gli effetti di tali interazioni a livello cellulare) e di anatomofisiologia (per le conseguenze che tali effetti possono avere, al livello multi-cellulare, su tessuti, organi, apparati e sull’intero organismo) e si avvantaggia anche dall’utilizzo della biotecnologia.

La radioprotezione si avvale poi dell’ausilio delle competenze che producono atti legislativi adeguati e normative adeguate. La radioprotezione trova attuazione infatti, nella pratica, in un insieme di leggi, norme e procedure tese alla protezione da effetti nocivi sui lavoratori, per quanto riguarda le esposizioni derivanti dall’attività lavorativa; sui pazienti, per quanto riguarda le esposizioni derivanti da esami diagnostici o terapie, in particolare con radiazioni ionizzanti; sulla popolazione generale, per quanto riguarda i tipi di esposizioni che possono interessarla; e sull’ambiente, per gli effetti indotti sulla popolazione umana che vi risiede o vi lavora.

Principi

Il sistema di protezione dalle radiazioni ionizzanti si basa su 3 principi:

  1. Il principio di giustificazione secondo il quale ogni attività con radiazioni ionizzanti deve essere giustificata, ovvero il beneficio collettivo ottenuto dall’uso delle radiazioni ionizzanti deve essere superiore al detrimento sanitario dovuto al loro utilizzo.
  2. Il principio di ottimizzazione secondo il quale l’esposizione alle radiazioni ionizzanti deve essere mantenuta a livelli più bassi possibili compatibilmente con le condizioni economiche e sociali.
  3. Il principio di applicazione dei limiti di dose secondo cui si distingue sempre tra livelli di riferimento per i lavoratori esposti e livelli di riferimento per la popolazione. Per i primi i limiti di legge sono sempre più alti che per la popolazione, per consentire di svolgere le varie funzioni in un ambiente dove non sarebbe possibile ottenere dei livelli di campo adeguati. Fatti salvi i precedenti principi di giustificazione e di ottimizzazione, sono fissati limiti di dose per i lavoratori e la popolazione, che non devono essere superati nell’esercizio di attività con radiazioni ionizzanti. Tale principio non si applica alle esposizioni mediche.

Campi di applicazione

I campi di applicazione della radioprotezione sono distinti in:

  • Radioprotezione dei lavoratori, per quanto riguarda le esposizioni derivanti dall’attività lavorativa;
  • Radioprotezione del paziente, per quanto riguarda le esposizioni derivanti da esami diagnostici
  • Radioprotezione della popolazione generale, per quanto riguarda gli altri tipi di esposizioni che possono interessare la popolazione

Quadro normativo

L’insieme delle disposizioni legislative attualmente vigenti in tema di radioprotezione è costituito principalmente da:

  • Decreto Legislativo del 17 marzo 1995, n.230 (Attuazione delle direttive EURATOM nn. 80/836, 84/467, 84/466, 89/618, 90/641 e 92/3 in materia di radiazioni ionizzanti) da considerare come “LEGGE GUIDA”
  • Decreto Legislativo del 26 Maggio 2000 n.241 (Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti)
  • Decreto Legislativo del 26 Maggio 2000 n. 187 (Attuazione della direttiva 96/29/EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti) e successive modifiche ed integrazioni.

Obblighi per le imprese che svolgono pratiche radiologiche

Per la protezione dei lavoratori e della popolazione, i datori di lavoro devono avvalersi di un Esperto Qualificato e di un Medico Autorizzato responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti.