Ambienti sospetti di inquinamento o confinati

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Descrizione

Gli ambienti confinati sono delle aree di lavoro che si caratterizzano per avere uno spazio circoscritto, caratterizzato da limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può verificarsi un evento incidentale importante, che può portare ad un infortunio grave o mortale, in presenza di agenti chimici pericolosi (es. gas, vapori, polveri). Alcuni esempi di ambienti confinati facilmente identificabili sono: cisterne e serbatoi di stoccaggio, silos, fosse biologiche, recipienti di reazione, fogne, stive di navi. Altre aree di lavoro possono configurarsi come ambienti confinati solo se legate alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa: vasche, depuratori, camere di combustione nelle fornaci, canalizzazioni varie, camere non ventilate o scarsamente ventilate, cantine sotterrane, ecc.

Negli ambienti confinati cresce la possibilità di entrare in contatto con atmosfere pericolose alle quali i rischi più comuni che si possono associare sono: asfissia, intossicazione, incendio/esplosione, folgorazione, caduta/annegamento, ustioni e schiacciamento.

Il D.lgs. 81/2008 al titolo II, capo I, art 66 vieta l’accesso dei lavoratori negli ambienti confinati sospetti di inquinamento senza che sia stata preventivamente accertata l’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori, ovvero senza risanamento dell’atmosfera mediante ventilazione o altri mezzi idonei. Sanzione prevista per il datore di lavoro per violazione art. 66 è arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2500 euro a 6400 euro in riferimento all’art 68, co.1, lett. B del D.lgs. 81/2008.

L’art. 27 del D.lgs 81/2008 e successive modificazione ed integrazioni intervenute con D.lgs 106/2009 introduce un sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi. In attuazione di tale articolo è stato emanato il D.P.R. 14 Aprile 2011 n. 177 in vigore dal 23 novembre 2011, in cui vengono indicati i criteri per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi che svolgono attività lavorative nel settore degli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Le nuove disposizioni sono volte ad assicurare una migliore tutela della salute e sicurezza degli operatori e ad intraprendere misure organizzative e procedurali volte a ridurre o eliminare i possibili rischi lavorativi. La qualifica di chi opera a vario titolo è strettamente correlata ad una rigorosa procedura di formazione, informazione e addestramento.
Tutto il personale impiegato nell’impresa interessata a svolgere lavori in ambienti confinati, compresi lavoratori autonomi e lo stesso datore di lavoro, in aggiunta ai vari obblighi previsti dal Testo Unico sulla salute e sicurezza del lavoro, devono essere sottoposti a specifica informazione, formazione e addestramento, con relativa verifica di apprendimento ed aggiornamento, relativamente ai rischi specifici derivanti dall’attività.

La formazione minima prevista è di 8 ore con aggiornamenti minimi quinquennali, sino ai nuovi cambiamenti che saranno introdotti con l’entrata in vigore del prossimo Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano. Sanzione prevista per il datore di lavoro per mancata formazione in violazione dell’art 36 e 37 del D.lgs 81/2008 è l’arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1200 euro a 5200 euro in riferimento all’art 55, co. 5 lett. C del D.lgs. 81/2008.

Le modalità di erogazione del corso prevedono:

PARTE TEORICA: normativa di riferimento, qualificazione delle imprese, applicazione in caso di appalti (art. 26 e Titolo IV); definizione di spazio confinato o sospetto di inquinamento; pericoli per la salute; pericoli per la sicurezza; valutazione dei rischi legati all’esposizione; individuazione delle misure di prevenzione, protezione ed organizzative; strumenti e metodi per individuare la presenza di sostanze pericolose; dispositivi di protezione individuale (DPI), scelta della strumentazione per l’analisi dell’atmosfera presente nello spazio confinati; gestione di una emergenza con indicazione di procedure operative: incendio / esplosione; intervento di recupero di un infortunato, analisi di alcuni incidenti ed infortuni legati agli spazi confinati; procedure di base per l’ingresso nel luogo confinato e per l’organizzazione del lavoro, conoscenze di base per l’utilizzo dei DPI di terza categoria e per l’uso dei respiratori.

PARTE PRATICA: addestramento all’uso di strumenti di rilevazione della qualità dell’aria; addestramento all’uso dei DPI anticaduta per l’uso specifico in luoghi confinati; addestramento all’uso di attrezzature specifiche quali treppiede, scale, ventilatori, ecc.; addestramento all’ingresso ed uscita degli operatori in situazioni standard (anche con autorespiratore in sola simulazione).

Le attività della parte pratica possono essere ampliate in base alla tipologia di attività svolta dalla singola azienda.

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