Tracking pixel nelle e-mail: nuove regole del Garante Privacy e cosa cambia dal 29 ottobre 2026

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha adottato nuove Linee guida sull’utilizzo dei tracking pixel nelle comunicazioni e-mail. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 98 del 29 aprile 2026, interessa tutte le organizzazioni che utilizzano sistemi di invio e-mail, newsletter, DEM e piattaforme di marketing automation che consentono di monitorare le interazioni dei destinatari. Il termine concesso dal Garante per l’adeguamento è di sei mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi entro il 29 ottobre 2026.

Ma cosa sono esattamente i tracking pixel? Quando richiedono il consenso dell’utente? E quali verifiche devono effettuare le aziende che utilizzano strumenti di e-mail marketing?

Intelligenza artificiale in azienda: nuove regole dell’AI Act su vigilanza e trasparenza

Dal 2 agosto 2026 entra in una nuova fase l’applicazione dell’AI Act, il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale: si rafforza il sistema di vigilanza e diventano applicabili ulteriori obblighi di trasparenza per determinati sistemi e contenuti generati o manipolati mediante IA.

Per aziende, enti, associazioni e studi professionali, questa scadenza rappresenta anche l’occasione per verificare un fenomeno già ampiamente diffuso: l’intelligenza artificiale è spesso presente nelle attività quotidiane anche quando non è stata introdotta attraverso una decisione formale dell’organizzazione.

Il Web che non esclude: verso l’Accessibilità Digitale

Oltre il 96% dei siti è inaccessibile.
Il report 2025 di WebAIM Million fotografa una realtà chiara: solo il 4% dei siti web più visitati al mondo è pienamente accessibile. In altre parole, quasi tutto il web che abitiamo ogni giorno è ancora un luogo pieno di ostacoli per chi vive con disabilità o difficoltà temporanee. L’inaccessibilità digitale non è un problema marginale: significa negare a milioni di persone la possibilità di informarsi, lavorare, partecipare, acquistare online.

Dal check-in dell’hotel al dark web: furto di dati nelle strutture ricettive italiane

Il 6 agosto 2025 il Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione ha lanciato l’allarme: oltre 70.000 documenti d’identità, tra passaporti e carte d’identità, erano stati trafugati dai sistemi informatici di almeno dieci hotel italiani e messi in vendita sul dark web.

Vulnerabilità in WinRAR: quando un archivio RAR diventa un’arma informatica

Lo scorso 18 luglio è stata scoperta una vulnerabilità significativa (CVE-2025-8088) nel programma WinRAR, uno dei software più diffusi al mondo per la gestione di file zip. Questa falla ha consentito al gruppo hacker RomCom di infiltrarsi nei computer degli utenti, compromettendo i loro PC e i dati in esso archiviati, comprese credenziali di accesso e dati personali, anche sensibili.

Trasparenza e privacy: nuove linee guida per i siti delle PA

Le pubbliche amministrazioni, e in generale i soggetti tenuti agli obblighi di trasparenza, in attuazione del Decreto Trasparenza (D.lgs. 33/2013), sono tenute a pubblicare sui propri siti istituzionali una serie di dati e documenti, al fine di garantire accessibilità, integrità e responsabilità nei confronti dei cittadini. Tuttavia, tale obbligo di trasparenza deve essere adeguatamente bilanciato con il diritto alla riservatezza delle persone fisiche, come stabilito dal Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e dal Codice della privacy (D.lgs. 196/2003). 

Quali misure devono adottare le PA per garantire la trasparenza online senza compromettere la protezione dei dati personali?

PMI nel mirino: come proteggersi dagli attacchi informatici

I cyber attacchi alle PMI sono in costante aumento e costituiscono una minaccia concreta alla continuità operativa e alla sicurezza dei dati aziendali. Comprendere la natura del problema e adottare misure di difesa efficaci è oggi più che mai una priorità.

GPS aziendale e privacy dei lavoratori: quando il controllo diventa illecito

L’impiego non conforme di sistemi GPS installati sui veicoli aziendali è costato caro a un’azienda di autotrasporti: il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto con un provvedimento sanzionatorio, imponendo una multa da 50.000 euro. Il caso solleva un interrogativo cruciale per le realtà aziendali: i sistemi di monitoraggio adottati sono conformi alla normativa vigente?

Scopriamo insieme le condotte da evitare per garantire la sicurezza aziendale nel rispetto dei diritti dei lavoratori.